Riabilitazione dopo intervento legamento crociato anteriore.

Da 0 a 160 gradi. Il mio viaggio.

La riabilitazione post operatoria è sempre un viaggio che paziente e fisioterapista fanno insieme uno accanto all’altro. Io, in quanto fisioterapista, sono stato fortunato a poterlo fare con amici e colleghi che lavorano con me al Medical Sangallo.

Cominciare non è mai facile, ci si ritrova sul lettino dell’ospedale con una gamba ancora addormentata, il drenaggio (un tubicino all’interno del ginocchio per drenare il sangue)
e un pulsante per chiamare l’infermiera. Sembra tutto tremendamente complicato e difficile, anche solo poter andare al bagno. Poi l’anestesia passa, senti di nuovo la gamba e con essa i normali dolori post operatori. Ora puoi poggiare il piede e magari alzarti con le stampelle ma il ginocchio non si piega, è a 0 gradi. Già dal secondo giorno però puoi iniziare ad alzare la gamba, magari aiutandoti con l’altra ma puoi iniziare a sentirla di nuovo tua. La stanchezza data dall’intervento e dai farmaci antidolorofici è ancora tanta ma puoi iniziare la terapia. Qualcuno magari ti deve accompagnare e allora provi quella brutta sensazione di essere lento, tremendamente e di avere difficoltà a trovare una posizione comoda con il ginocchio steso. All’inizio la terapia sembra poca cosa ma invece è importante per recuperare le sensazioni, per evitare che il ginocchio si gonfi troppo e per sapere cosa fare e soprattutto cosa non fare. Sarà soprattutto il fisioterapista a lavorare ma ti potrà rassicurare nel frattempo su tante cose e potrai raccontargli tante paure e timori così da affrontare con più tranquillità il viaggio. Piano piano comincerà a piegarti il ginocchio, potrai sentire qualche normale tensione ma in quel frangente ti sembrerà così strana da causarti qualche fastidio. Però il ginocchio comincia a piegarsi, sono passati solo pochi giorni ma ora cominci a piegarlo anche da solo. Allora cominci anche a fare degli esercizi a casa perchè nel frattempo hai ripreso le forze. Abbandoni prima una e poi tutte e due le stampelle. E’ passato solo un mese ma riesci già a stare seduto a tavola poggiando entrambi i piedi a terra e ti muovi senza tutore nè stampelle. Sei arrivato a 90 gradi! Ora tutto sembra diverso. Quello che sembrava un viaggio di sofferenza si transforma in una sfida dove poter imparare anche a sentire di nuovo il proprio corpo, percepirne le tensioni, ascoltarne i messaggi. I giorni passano e la terapia diventa sempre di più anche un motivo per scherzare, per parlare di altro. Il ginocchio e l’operazione non sono più al centro dei pensieri. Il fisioterapista ti chiederà però attenzione quando dovrai sentire il movimento dell’articolazione, la contrazione dei muscoli, le sensazioni in generale. Con degli esercizi attivi arriverai così a 120 gradi di flessione, poi 130 e infine 160. Sono passati ormai 4 mesi e il ginocchio è tornato come prima, se non meglio. Ora è possibile tornare a fare le attività che più ti piacevano come nuotare o fare delle piccole corsette. Ogni tanto rivedrai le tue cicatrici e dovrai esserne orgoglioso perchè ti ricorderanno ciò che hai dovuto passare per tornare a fare ciò che ti piaceva e che ti faceva stare bene. Questa sarà anche la soddisfazione del fisioterapista che ti avrà accompagnato fino alla fine del viaggio.

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